STORIE DAI BORGHI

Alcune "storie dai borghi" marchigiani raccolte sul blog di Loredana Lipperini.

"Come promesso, ecco le vostre storie dai paeselli marchigiani (e anche umbri, se volete). Da oggi e a tempo indeterminato questo blog è vostro. Potete mandarmi i vostri racconti, ricordi, descrizioni, via mail (la trovate nei Contatti) oppure in allegato su Facebook, se preferite. Grazie, a tutte e tutti." (L.L.)





1. Ussìta è un participio passato in romagnolo. Il paese devastato si chiama Ùssita.
2. C'è una ragione se le Marche sono al plurale: le differenze (culturali linguistiche culinarie) fra entroterra (che comincia a macerata, 20 km dal mare) e la costa sono enormi. E persino fra la costa (Portonovo- Porto Sant'Elpidio) e le cittadine sui colli le differenze sono notevoli...

E’ difficile raccontare il terremoto che da quasi 3 mesi sta mettendo a dura prova i paesi a cavallo dell’Appennino in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Questa difficoltà nasce non solo dall’entità dei danni e dalla quantità delle scosse ma anche dalla pluralità delle realtà toccate, dalla molteplicità di aspetti che vengono quotidianamente rimessi in discussione...

Noi Comuni della Marca Maceratese, abbiamo subito due terremoti in due mesi, di cui uno devastante per l'alta magnitudo. Ci sono state vittime e siamo stati colpiti duramente: stiamo affrontando con forza di spirito la difficile fase emergenziale ma dobbiamo finire la conta dei danni. Ancora mancano numerose risposte per le abitazioni, le persone sfollate, le imprese da riavviare, le scuole da mettere in sicurezza, le chiese e i beni culturali da salvare.

Nonostante tutto noi, amministratori e cittadini, siamo qui con una grande volontà di ridare animo alla comunità e con l'operosità che ci contraddistingue pronti a progettare il futuro...

Siamo qui a raccontarvi la novità di questa mattina. Come potete vedere dalla foto quei BLOCCHI DI CEMENTO sono stati messi dalla Provincia di Macerata nella strada che dal punto vendita arriva alla nostra UNICA stalla agibile. Secondo la provincia, noi, per poterci arrivare, dovremmo passare da Pieve Torina, Pieve Bovigliana e Fiordimonte facendo la bellezza di oltre 20 tortuosi Km (con i mezzi agricoli) contro gli scarsi 500 Mt che ci separano da lei. Tutto questo perché la casa di nostra proprietà, che si trova al di sopra della strada, è inagibile dal 24 di Agosto, e noi, abbiamo dato da subito la disponibilità di demolizione purché si riaprisse la strada per consentirci di lavorare normalmente...

Qui c'è una storia bella, che racconta cosa possa essere la solidarietà. Per chi non ha la pazienza di aprire il link, la storia è questa:

"Stavolta l’interessamento ha riguardato un’attività commerciale di Pieve Torina, la famosa trattoria “la Camilluccia”, rinomata da anni, che pur essendo rimasta in piedi e che potrebbe tornare in attività, a causa del blocco dell’afflusso di visitatori non ha più sostegno economico. La famiglia che gestisce questo ristorante è sfollata in un hotel, l’Holiday di Sant’Elpidio a Mare e il titolare della Camilluccia avendo perso il lavoro non ha più modo di aiutare la sua famiglia...

- 46. STORIE DAI BORGHI: LE NOSTRE, SPECIE OGGI
Cosa dire, in queste ore di tenebra e tristezza? Pochi minuti dopo aver postato, ieri, la terra ha tremato di nuovo, aggiungendo paura a paura, emergenza a emergenza.
Michele Massetani, per esempio, scatta fotografie. Lo fa inquadrando il portone chiuso del falegname, il tendone dove ci si riunisce, le crepe, i volontari.
Alessandro Chiappanuvoli, per esempio, scrive (è uno scrittore, e questo fa): sul suo blog, il 30 agosto, comincia così l'ultimo post leggibile:
"Il primo pensiero è stato devo andare. E come sette anni fa, sono andato.
Quel che di buono sono riuscito a fare non è importante. Quel che avrei potuto fare in più è un rimpianto che porterò sempre con me".

- 57. STORIE DAI BORGHI. NON MUOVERTI, NON PARLARE
Tornando, ho così tante cose da raccontare che non so da dove cominciare. Intanto, i luoghi. Sabato sono stata a Macerata, ho incontrato, ascoltato, riflettuto. Qualche dato: non è partito nulla. Ieri sera, guardando un telegiornale che dava enfaticamente conto di come nel Lazio stiano iniziando le opere di "urbanizzazione" (sic) nelle zone terremotate, ho contato sulla punta delle dita. Sei. O meglio quasi sei mesi dal terremoto di agosto, e "stanno partendo" le opere. Oggi. Nelle Marche, siamo ancora alle gare di appalto. Per quanto riguarda le attività produttive, vi invito a leggere qui.
Per quel che riguarda i discorsi sul terremoto, pubblico quanto scrive Leonardo Animali.

- 66. STORIE DAI BORGHI. LA RESISTENZA DEL SIGNOR CAPPA
Riassunto delle puntate precedenti. Le casette di legno forse arrivano a fine anno, nel frattempo (come dice Cesare Spuri) gentilmente usate il contributo di autonoma sistemazione e cercatevi un appartamentino sulle coste. La Regione Marche ha affidato poche ore fa ai consorzi di bonifica i lavori per 360 piazzole destinate alle stalle d'emergenza, che in effetti sarebbero servite. A novembre 2016, però. E queste sono solo due fra decine di problematiche che riguardano appalti, gare, sopralluoghi...


- 84. STORIE DAI BORGHI. IL DECRETO SISMA, VISSO. LE MACERIE

Dunque, alzi virtualmente la mano chi è a conoscenza della protesta dei sindaci dei paesi marchigiani. Quelli che hanno definito quanto meno "lacunoso" il decreto sisma. Se non lo sapete, leggete qui.
E i paesi, intanto. Prendiamo il caso di Visso. Non parlo io. Roberto Scorcella su PicchioNews scrive un'amarissima lettera. Eccola.

- 114. STORIE DAI BORGHI: SE NE SONO ANDATI, PER LA TERZA VOLTA
Se ne sono andati, infine, e che altro dovevano fare? Portati via, sulle coste, contro la loro volontà, e sulle coste lasciati mentre nulla veniva fatto per dare loro una sistemazione anche provvisoria, per non parlare della ricostruzione che è molto al di là da venire. Parcheggiati fino all'inizio della stagione estiva, che implacabilmente giunge, e  dovrebbero saperlo anche alla Regione Marche che dopo l'inverno arriva la primavera, e poi l'estate. Infine, il contratto con le strutture è scaduto e ciao, via, "peggio del terremoto", hanno detto, ma a chi importa?


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